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LA RICETTA PER USO UMANO

Per ricetta s'intende l'autorizzazione, data in forma scritta al farmacista, perché questi possa consegnare uno o più medicinali al paziente che ne necessita. Una definizione ufficiale di "prescrizione medica" è data dal D.Lgs 24.04.2006 n. 219 (G.U. n. 142 del 21.6.2006 s.o. N. 153 – "Codice Comunitario dei medicinali per uso umano - D.Lgs 219/2006", in vigore dal 6 luglio 2006. L' art. 1 recita infatti: ogni ricetta medica rilasciata da un professionista autorizzato a prescrivere medicinali. La ricetta ripetibile può essere redatta su un qualsiasi foglio di carta, ma la ricetta non ripetibile deve obbligatoriamente riportare a stampa o mediante un timbro la chiara identificazione del medico prescrittore e dell'(eventuale) struttura da cui questi dipende. (art. 89, D.Lgs 219/2006). Le ricette speciali contenenti stupefacenti appartenenti alla Tabella II sezione A e le ricette rilasciate in regime di assistenza SSN devono essere redatte sugli appositi moduli fissati dalla specifica normativa.

Per "medicinale," si deve intendere in base all'art. 1 del D.Lgs 219/2006:
1) ogni sostanza o associazione di sostanze presentata come avente proprietà curative o profilattiche delle malattie umane;
2) ogni sostanza o associazione di sostanze che può essere utilizzata sull'uomo o somministrata all'uomo allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche, esercitando un'azione farmacologica, immunologica o metabolica, ovvero di stabilire una diagnosi medica.

La ricetta deve obbligatoriamente contenere data e firma del medico. La data non può ovviamente essere posteriore a quella di presentazione della ricetta in farmacia. La firma, soprattutto nelle ricette contenenti stupefacenti, dovrebbe sempre essere leggibile. Se la ricetta è redatta tramite computer ovvero è redatta con calligrafia diversa in diverse parti, ciò che le conferisce valore di "prescrizione" è la firma in originale del medico. Il farmacista deve rifiutare la spedizione della ricetta se non è certo della firma del medico.
In caso di presentazione di una ricetta medica riportante una prescrizione scritta a macchina (computer) e una scritta a mano, non è previsto da nessuna norma che il medico apponga una controfirma per la prescrizione scritta a mano.
Solo in caso di motivato sospetto di aggiunta abusiva di una prescrizione il farmacista potrà chiedere conferma al medico. Diversamente la firma apposta sulla ricetta convalida in toto la prescrizione, fatte salve le controfirme richieste per le "note" SSN.

Il medico può anche indicare nella ricetta il nome del principio attivo, lasciando al farmacista la scelta della specialità medicinale corrispondente o del relativo medicinale generico. Qualora esistano in commercio specialità aventi diverso dosaggio, sia unitario che complessivo della confezione, la prescrizione deve essere completa di questi elementi ovvero della posologia e della durata della terapia, al fine di consentire al farmacista la precisa scelta del prodotto. (FARMA 7 n. 43/2001).
Tuttavia, non esiste una norma che imponga la consegna della confezione contenente il minor numero di unità posologiche nel caso in cui il medico abbia indicato solo la forma farmaceutica e il dosaggio ma non il numero di unità prescritte, anche se questo è il comportamento più diffuso. Il farmacista dovrà in questi casi decidere l'atteggiamento più corretto da tenere in relazione alle diverse circostanze (tipo di medicinale prescritto, tipologia del cliente/paziente), contattando il medico quando possibile se ritiene necessario acquisire indicazioni precise.

Il nome e cognome del paziente possono non essere presenti nelle ricette ripetibili, ma sono obbligatori nelle ricette non ripetibili, per le ricette speciali (stupefacenti appartenenti alla Tabella II sezione A) e per le ricette contenenti veleni. Possono essere sostituiti da codici alfanumerici in casi particolari.

Con l'entrata in vigore della L. 49/2006, che ha modificato il DPR 309/90, non è più necessario indicare il domicilio del paziente, nemmeno sulle ricette di stupefacenti e, deve essere obbligatoriamente indicato dal medico nelle ricette di stupefacenti di I-II e III tabella del DPR 309/90.

I laureati in Odontoiatria e Protesi Dentaria possono prescrivere soltanto medicamenti necessari all'esercizio della loro professione, in altre parole quelli indicati per la terapia delle malattie e anomalie congenite e acquisite dei denti, della bocca, della mascella e dei relativi tessuti, nonché alla prevenzione e alla riabilitazione odontoiatrica.

La ricetta è valida su tutto il territorio nazionale (per le ricette del SSN vedi avanti).

La ricetta in fotocopia è valida solo se riporta la firma in originale. La ricetta trasmessa via fax non è regolare (o meglio, non lo è sicuramente la ricetta non ripetibile, perché non è possibile realizzare il "ritiro" dell'originale da parte del farmacista).
Il medico, nel prescrivere una specialità medicinale o un altro medicinale prodotto industrialmente, si deve attenere alle indicazioni terapeutiche, alle vie e alle modalità di somministrazione previste dall'Autorizzazione all'immissione in commercio rilasciata dal Ministero della Sanità. In singoli casi il medico può, sotto la sua diretta responsabilità e previa informazione del paziente e acquisizione del consenso dello stesso, impiegare un medicinale prodotto industrialmente per una indicazione o una via o una modalità di somministrazione o di utilizzazione diversa da quella autorizzata, qualora il medico stesso ritenga in base a dati documentabili, che il paziente non possa essere utilmente trattato con medicinali per i quali sia già approvata quella indicazione terapeutica o quella via o modalità di somministrazione e purché tale impiego sia noto e conforme a lavori apparsi su pubblicazioni scientifiche accreditate in campo internazionale. In questi casi il medico trascrive sulla ricetta, senza riportare le generalità del paziente, un riferimento numerico o alfanumerico di collegamento a dati di archivio in proprio possesso che consenta, anche in caso di richiesta da parte dell'autorità sanitaria, di risalire all'identità del paziente trattato. Non è previsto che il medico apponga sulla ricetta alcuna dichiarazione relativa all'ottenimento del consenso del paziente. In nessun caso il ricorso a questa facoltà può costituire riconoscimento del diritto del paziente alla erogazione dei medicinali a carico del SSN, al di fuori dell'potesi disciplinata dall'art.1, comma 4, del DL 21.10.1996, n. 536 (convertito dalla L: 23.12.1996, n. 648).

L'annotazione del nome di chi ritira il farmaco e degli estremi di un documento di identificazione sono indispensabili per le ricette speciali prescriventi stupefacenti di Tabella I-II e III, nonché per le ricette contenenti veleni.
(N.B.: Secondo il D.P.R. 28.12.2000 n. 445 per documento di riconoscimento si intende ogni documento munito di fotografia del titolare e rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, da una pubblica amministrazione italiana o di altri Stati, che consente l'identificazione personale del titolare. Per documento di identità si intende la carta d'identità ed ogni altro documento munito di fotografia del titolare rilasciato, su supporto cartaceo, magnetico o informatico, da una pubblica amministrazione competente dello Stato italiano o di altri Stati, con la finalità prevalente di dimostrare l'identità personale del suo titolare. Sono equipollenti alla carta di identità il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d'armi, le tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da una amministrazione dello Stato).

La consegna di stupefacenti o prodotti contenenti veleni deve essere effettuata a persone di età maggiore, rispettivamente, a 18 e 16 anni.

[ultimo aggiornamento 29.06.2006]

da www.fcr.re.it  Farmacie Comunali Riunite