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consigli sui farmaci, fitoterapia, diete, legislazione, |
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I P P O C R A T E U N S E C O L O D I L U C E
I L G I U R A M E N T O
Non darò a nessuno alcun farmaco mortale neppure se richiestone, ne mai proporrò un tale consiglio: ugualmente non darò alle donne pessari per provocare l’aborto. Preserverò pura e santa la mia vita e la mia arte. Non opererò neppure chi soffre di mal della pietra, ma lascerò il posto ad uomini esperti di questa pratica. In quante case entrerò, andrò per aiutare i malati, astenendomi dal recar volontariamente ingiustizia e danno, e specialmente da ogni atto di libidine sui corpi di donne e uomini, liberi e schiavi. E quando vedrò e udirò esercitando la mia professione, e anche al di fuori di essa nei miei rapporti con gli uomini, se mai non debba essere divulgato attorno, lo tacerò ritenendolo alla stregua di un sacro segreto. Se dunque terrò fede a questo giuramento e non vi verrò meno, mi sia dato godere il meglio della vita e dell’arte, tenuto da tutti e per sempre in onore. Se invece sarò trasgressore e spergiuro, mi incolga il contrario di ciò.
L A L E G G E
Essi sono infatti assai simili ai personaggi muti che compaiono nelle tragedie: giacchè al pari di quelli hanno aspetto e veste e maschera d’attore, ma attori non sono; e similmente i medici, di nome molti ma di fatto ben pochi.
Poiché la nostra natura è simile al terreno; le dottrine dei maestri son simili ai semi: l’apprendimento in età infantile, alla caduta dei semi sulla terra arata nell’opportuna stagione; il luogo nel quale s’attua l’insegnamento è simile al nutrimento che l’aria dattorno apporta alle piante; l’operosità, al lavoro della terra; e il tempo rafforza tutto ciò, sicché giunga a perfetta maturazione.
L’inesperienza invece, quale cattivo tesoro, quale cattivo patrimonio per chi la possiede, o desto o dormiente; nemica al coraggio e alla serenità, è nutrice di codardia e d’arroganza sprovvedutezza. Due infatti le alternative, scienza e opinione, delle quali l’una genera il sapere, l’altra l’ignoranza.
Il giuramento è un testo senza età. Probabilmente le sue origini si situano ben prima del grande Ippocrate, e si confondono con le origini stesse della corporazione degli Asclepiadi. La Legge è un piccolo testo che risale un’epoca di decadenza retorica della medicina.
articolo in preparazione C O N P R I V I L E G I O
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I N T E R O C R E A, M M I I I |