Categoria: Consigli

CONTRATTO FORMAZIONE e LAVORO

Il contratto formazione e lavoro è finalizzato ad accrescere, mediante un’esperienza lavorativa, le capacità professionali dei giovani nel contesto produttivo ed organizzativo. Esso si realizza attraverso un’assunzione a tempo determinato ( pieno o parziale).

Congedi per malattia del bambino

Nel caso di malattia del bambino/a i genitori hanno diritto ad assentarsi alternativamente: 

fino a 3 anni senza limiti temporali; 

dai 3 agli 8 anni: 5 giorni lavorativi l’anno per ciascun genitore per ogni bambini/a. 

Art. 47 D.Lgs. 151/2001 

La malattia del bambino/a, documentata con apposito certificato medico rilasciato da specialista del SSN o da medico convenzionato (non più da un medico di fiducia del genitore, come in precedenza), se intervenuta nei primi 3 anni di vita, consente ai genitori, ovviamente in alternativa, di astenersi dal lavoro senza alcun limite.  

OLIO DI MANDORLE

Il mandorlo, Amygdalus communis, è un albero di media statura (4-12 metri) a rami sparsi con foglie alterne, lucenti sulla pagina superiore e con margini seghettati. La pianta è originaria dell’Asia occidentale sino alla Persia e Turkestan, da dove si è diffuso a tutte le regioni del mediterraneo ad opera dei Greci a partire dal V e VI secolo. In Italia è coltivato su larga scala in Sicilia. La droga si estrae dai semi di due varietà: dulcis D.C. (mandorle dolci) ed amara D.C. (mandorle amare), esse sono morfologicamente uguali, ma si differenziano perché la varietà amara è più vicina alla varietà selvatica.

Decreto Legislativo n. 185/95 del 17 marzo 1995

Attuazione della direttiva 92/73/CEE in materia di medicinali omeopatici 
Pubblicato sulla GU del 22-5-1995.



  IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

    Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione; 
    Vista la legge 22 febbraio 1994, n. 146, e, in particolare, gli articoli 1, 2 e 25; 
    Vista la direttiva del Consiglio 92/73/CEE del 22 settembre 1992, che amplia il campo di applicazione delle direttive 65/65/CEE e 75/319/CEE concernenti il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative ai medicinali e che fissa disposizioni complementari per i medicinali omeopatici; 
    Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 16 marzo 1995; 
    Sulla proposta dei Ministri del bilancio e della programmazione economica incaricato per il coordinamento delle politiche dell’Unione europea e della sanità, di concerto con i Ministri dell’industria, del commercio e dell’artigianato, degli affari esteri, di grazia e giustizia e del tesoro;

Emana il seguente decreto legislativo:

Articolo 1. 
Campo d’applicazione.

Vomito in età pediatrica

(da “bollettino informazione dei farmaci n. 5 2008, bimestrale dell’ AIFA – Ministero della Salute)
http://www.agenziafarmaco.it/allegati/inserto_bif5_2007.pdf
 www.agenziafarmaco.it

Riassunto

Background. Il vomito è un evento comune in età pediatrica determinato da molte condizioni, le più frequenti delle quali, la gastroenterite acuta e il reflusso gastroesofageo fisiologico, non richiedono necessariamente un trattamento farmacologico. Ciononostante i farmaci contro il vomito sono largamente prescritti dai pediatri italiani. Attraverso la Rete Nazionale di Farmacovigilanza sono pervenute diverse segnalazioni di reazioni avverse a farmaci antiemetici nei bambini, in particolare a domperidone e metoclopramide. Il gruppo di esperti sui farmaci pediatrici istituito presso l’AIFA ha approfondito l’argomento effettuando una revisione dei dati di efficacia e sicurezza dei farmaci antivomito nei bambini.
Obiettivi. Lo scopo di questa revisione è stato quello di analizzare le cause del vomito nei bambini e le terapie farmacologiche utilizzate. Sono state valutate le evidenze di efficacia e sicurezza presenti in letteratura per i farmaci utilizzati nel trattamento della gastroenterite acuta e del reflusso gastroesofageo al fine di fornire raccomandazioni per la pratica clinica. 
Metodi. È stata effettuata una revisione della letteratura per valutare l’efficacia dei farmaci utilizzati, valutando il razionale del problema, le evidenze e le implicazioni nella pratica clinica. Per la valutazione del profilo di sicurezza sono stati analizzati i dati post-marketing.
Risultati. Le evidenze riguardo l’efficacia della metoclopramide e domperidone nella terapia del vomito da gastroenterite e reflusso gastroesofageo nei bambini sono poche e scarsamente documentate da clinical trials, mentre il rischio di reazioni avverse ai farmaci antivomito è conosciuto e ben documentato. I pediatri dovrebbero valutare attentamente il profilo rischio-beneficio in ciascun paziente prima dell’inizio della terapia con farmaci antiemetici, in modo tale da evitare ai bambini esposizioni a farmaci non necessarie.

Cereali, frutta e verdura?

Consigli di cuore
(da “bollettino informazione dei farmaci n. 1 2006, bimestrale dell’ AIFA – Ministero della Salute)
 www.agenziafarmaco.it

Secondo un articolo recentemente apparso sulla rivista Prescrire1, un regime alimentare di tipo mediterraneo, ricco di cereali, frutta e verdura, diminuisce il rischio di recidiva in pazienti con storia di infarto del miocardio, senza che questi vadano incontro ad effetti indesiderati. Per arrivare a queste conclusioni, la rivista francese ha condotto un’analisi su alcuni studi pubblicati nel corso di 10 anni (1992-2002) in cui si dimostra l’effetto favorevole di questo tipo di regime alimentare per la prevenzione cardiovascolare di pazienti soggetti a malattia coronarica.

L’influenza aviaria

(Da: l’influenza aviaria: rischi, informazioni e misure preventive – Ministero della Salute – Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie)
www.ministerosalute.it
www.who.int

www.notamax.it

Anche se non si può affermare con assoluta certezza, esiste la possibilità che nei prossimi anni il mondo si troverà a dover affrontare una nuova pandemia influenzale, vale a dire una forma di influenza le cui caratteristiche ne permettono la diffusione al mondo intero. Si tratta di un evento che, ove si verificasse, come è accaduto ad intervalli ricorrenti nel secolo scorso (si ricorda ad esempio la “spagnola” del 1919 o “l’asiatica” del 1957), potrebbe mettere in pericolo la salute e la vita di milioni di persone. Gli effetti di una eventuale pandemia possono tuttavia essere contenuti dalle adeguate misure preventive che i progressi scientifici e tecnologici, l’accresciuta collaborazione internazionale e gli scambi di informazione hanno reso possibili e che devono essere messi in atto ogni qual volta si rilevi un elevato rischio. Questo breve opuscolo – elaborato dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie – vuole fornire alcune informazioni pratiche per avere una visione corretta ed equilibrata del fenomeno, sia per evitare inutili allarmismi sia per non farsi trovare impreparati di fronte ad una eventuale emergenza.


Cos’e l’influenza aviaria

L’influenza aviaria è una malattia virale. Il nome deriva dall’animale ospite del virus influenzale, in questo caso i volatili. Colpisce perlopiù gli uccelli selvatici che fungono da serbatoio e possono eliminarlo attraverso le feci. Solitamente tali uccelli non si ammalano, ma possono essere molto contagiosi per gli uccelli domestici come polli, anatre e tacchini, animali da cortile con cui gli uomini entrano in contatto con maggiore facilità. I virus che causano l’influenza aviaria sono di diverso tipo: al momento, quello che suscita maggiori preoccupazioni, avendo causato diversi casi di malattia, anche mortale, nell’uomo, è il virus A/H5N1. Questo virus può sopravvivere nei tessuti e nelle feci degli animali infetti per lunghi periodi, soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a 22°C e più di 30 giorni a 0°C). Al contrario, esso e sensibile all’azione del calore (almeno 70°C) e viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti. Al momento, la sua trasmissione è stata dimostrata soltanto da animali infetti all’uomo a seguito di contatto stretto con volatili vivi infetti: nei Paesi con focolai di virus di influenza aviaria H5N1 non è stata dimostrata alcuna evidenza di trasmissione dell’infezione da uomo a uomo, né di trasmissione attraverso il consumo di pollame o uova. 
Sono stati rilevati casi di influenza aviaria da virus A/H5N1 in Russia, Kazakhstan, Cambogia, Cina, Indonesia, Giappone, Laos, Corea del Sud, Thailandia, Vietnam. gli esperti temono però che soprattutto le migrazioni degli uccelli selvatici contribuiscano a diffondere il virus sulle rotte di volo e quindi anche in Europa.

Dieta a base di pesce

Quando evitare l’utilizzo di terapie intraprese per la cura di disturbi che possono essere prevenuti seguendo una corretta alimentazione? Il concetto di “cibo come medicina” è relativamente recente nei paesi occidentali, ma gli orientali ritengono da tempo che certi cibi procurino benefici per la salute. I giapponesi per esempio hanno coniato l’espressione “cibo funzionale” circa 20 anni fa per definire alimenti contenenti sostanze che possono prevenire o curare malattie1. L’attenzione verso i cibi funzionali nei nostri paesi è legata a diversi fattori:

Il Sale

Polvere cristallina bianca, inodora, con sapore caratteristico, molto solubile in acqua e praticamente insolubile in metanolo. NaCl p.m. 58,46. Si conserva in vasi di vetro o porcellana. Non è igroscopico, può diventare deliquescente se contiene cloruro di magnesio ed è esposto all’aria.

Il Sale? Meglio poco

(da “Linee Guida per una Sana Alimentazione Italiana”, Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, www.politicheagricole.it; Istituto Nazionale di ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, www.inran.it)

Di quanto sale abbiamo bisogno

Sia il sapore che le proprietà biologiche del sale comune (cloruro di sodio) sono legate principalmente al sodio; ogni grammo di sale contiene circa 0,4 g di sodio. In condizioni normali il nostro organismo elimina giornalmente da 0,1 a 0,6 g di sodio. Questa quantità va reintegrata con la dieta.

ACIDO FOLICO

tratto da: “bollettino informazione dei farmaci” n.2 2004.
www.agenziafarmaco.it/bollettino_n2.html

Cosa è l’acido folico

L’acido folico appartiene al gruppo delle vitamine B. I folati sono presenti in ampia varietà di alimenti. Le fonti più ricche sono rappresentate dal fegato, dalle verdure a foglia larga verde scuro (spinaci, cime di rapa, lattuga), dai fagioli, dal germe di grano e dal lievito. Altre fonti sono il tuorlo d’uovo, le barbabietole, il succo d’arancia e il pane integrale. Purtroppo, però, solo la metà circa dei folati ingeriti viene assorbita e la maggior parte di quelli presenti negli alimenti è instabile. Le verdure fresche in foglia, conservate a temperatura ambiente, possono perdere fino al 70% del loro contenuto in folati in tre giorni. Perdite considerevoli si verificano anche per diluizione nell’acqua di cottura (fino al 95%) e per esposizione al calore. Nonostante tutto, comunque, la normale alimentazione (nelle popolazioni “ricche”) copre usualmente il fabbisogno giornaliero di 0,2 mg.