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Cipolla

Allium cepa L. (Famiglia Amaryliaceae o Liliacee)


cipolla

Pianta erbacea perenne o biennale, con bulbo carnoso, formato dalla sovrapposizione di numerose squame bianche, e avvolto da una membrana sottile, translucida, e dal colore rossastro. Le foglie cave, alte sino a 1,2 m., emergono dal bulbo, in mezzo al quale si trova il fiore. Il frutto a forma di capsula a tre lobi contiene da 3 a sei semi. La cipolla sembra essere originaria dell’Asia occidentale, è possibile trovarne specie selvatiche sui monti dell’Afganistan, Iran e Turkestan. La cipolla è stata utilizzata sia in cucina che in medicina da tempi remoti. In Egitto, Asia e Cina è considerata pianta sacra. Durante la costruzione delle piramidi era considerato uno degli alimenti base, insieme all’aglio, dell’alimentazione degli operai dediti ai lavori più pesanti. Anche gli Etruschi davano grande importanza alle proprietà della cipolla. I grandi studiosi dell’età classica (Dioscoride, Plinio, Galeno…), la ritenevano di grande utilità per migliorare lo stato di salute e la apprezzavano come fattore di longevità.

Composizione chimica

La cipolla contiene molti composti organici solforati, molti dei quali sono ridotti a sostanze più semplici dall’enzima allinasi; tale fenomeno avviene quando la cipolla è tagliata ed esposta all’ossidazione dell’aria. I composti che vengono a formarsi, ad opera dell’allinasi, sono tendenzialmente instabili e quindi tendono a degradarsi ulteriormente; le sostanze finali di questo processo di degradazione sono le responsabili dell’aroma della cipolla. La cipolla contiene anche oli volatili; fenoli; vitamine A, B, C; minerali: sodio, potassio, ferro zolfo, iodio.

Attività farmacologiche

Le attività farmacologiche della cipolla sono sovrapponibili a quelle dell’aglio. La cipolla è indicata nella cura dell’ipertensione, arteriosclerosi, affezioni dell’apparato urinario, è inoltre diuretica, depurativa, antiglicemica, antiscorbutica. Presenta un’attività antibatterica, quindi è utile nella cura delle riniti, influenza, infiammazioni delle vie respiratorie. Per uso esterno si ritiene si utile come: emolliente, antisettico, antalgico; inoltre tiene lontane le zanzare. Le più importanti indicazioni per uso interno sono: astenia, affaticamento, ritenzioni liquidi, azotemia, reumatismi, diarrea, infezioni intestinali, raffreddori e bronchiti; mentre per uso esterno sono: ascessi, foruncoli, geloni, ragadi, verruche, scottature. L’attività antiglicemica della cipolla riveste una particolare importanza; la cipolla, insieme ad altre piante (mirtillo, baccelli del fagiolo, galega officinale), contiene sostanze che agiscono come insulino-simili anche se in maniera molto blanda. Nonostante i buoni risultati farmacologici l’impiego delle piante antidiabetiche è poco diffuso. Al giorno d’oggi si ritiene che una corretta dieta con l’aggiunta di droghe antidiabetiche, può essere di supporto all’uso dei farmaci antidiabetici per uso orale.

Modo d’uso

Diarrea: mezza cipolla per litro d’acqua, bollire per 10 minuti; mezzo litro al giorno.

Reumatismi: decotto di 3 cipolle intere per litro d’acqua, bollire per 15 minuti; filtrare; 1 bicchiere al mattino 1 la sera.

Per le altre indicazioni, la cipolla, può essere assunta al naturale (50 grammi al giorno) o macerata per qualche ora in olio di oliva.

Uso esterno:

verruche: mescolare in parti uguali cipolla, sale marino, argilla.

Punture di vespa o altri insetti: dopo aver tolto il pungiglione strofinare per qualche minuto con cipolla.

Geloni, screpolature: impacchi di succo di cipolla.

Curiosità

Si possono togliere le impronte di dita su porte e finestre strofinando con una cipolla tagliata in due. Le macchie di mosche su ottone possono essere tolte con succo di cipolla. La cipolla ridona brillantezza ad oggetti di cuoio. I coltelli e gli oggetti lucidi se leggermente arrugginiti possono essere trattati con un pezzo di cipolla e fregati con carta da giornale. Le etichette di carta poste su scatole di latta possono essere fermate se strofinate delicatamente con cipolla.

Ricerca storica

da “Il Tesoro della Sanità”
di “Castor Durante medico romano” 1629

Qualità: è calda del terzo grado, se secca del secondo.

Scelta: le migliori sono le grosse nate in luoghi paludosi molto umidi; di forma rotonda, la Gaetane sono ottime, e le rosse.

Giovamenti: fa venire l’appetito, assottiglia gli umori, fa buon colore, accresce le virtù genitali.

Nocumenti (svantaggi): cruda mangiata in molta quantità fa dolere la testa, infiamma il sangue, offusca la vista e nuoce all’intelletto, accese la libidine, induce sonno profondo.

Rimedi: cotta perde ogni malizia e diventa buonissima, massima se se si mangia cotta col petrosello (prezzemolo); mangiata cruda si faccia star tagliata in acqua fresca, che diventa dolce, è cibo da contadini soprattutto quelli che si affaticano; si conviene ai tempi, all’età, alle complessioni frigide, ma nuoce alle contrarie.

da “Nuovo Formulario Magistrale”
di “A. Bouchardat” 1877

Polpa di cipolla

Esponi le cipolle sopra un diaframma all’azione del vapore di acqua finchè sia perfettamente rammollita, e dopo tolte le parti dure, si pesti la parte carnosa del frutto, in un mortaio si passa successivamente con uno straccio di crine.


 

da “Erbario Figurato”
dott. “G. Negri” 1923

Tra le più antiche piante coltivate che si ritiene originaria nella Persia e del Beluchistan, è comunemente allevata negli orti in numerose varietà, ma ignota allo stato spontaneo. Fiorisce in giugno e luglio. Il bulbo contiene Sali di acidi organici capaci di trasformarsi in carboidrati alcalini nel torrente circolatorio, zuccheri di azioni lassativa e principalmente una essenza costituita da solfuro di allile e capace di stimolare l’attività renale quando abbia subito l’azione di diastasi, molto labili per effetto del calore, parimenti contenute nello stesso bulbo. Questa è la ragione per la quale l’azione diuretica della cipolla non si verifica impiegata allo stato crudo. Per renderla più accetta si usa mescolarne la polpa con miele e vino bianco (rispettivamente g. 300: 100: 600; 2 o 3 cucchiaini al giorno. Leclerc), o si ricorre all’alcolaturo (macerazione per 10 giorni di polpa fresca nel peso corrispondente di alcool a 90°; un paio di cucchiai al giorno).

novembre 2007

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Le indicazioni che troverete tra queste pagine vengono fornite al solo scopo informativo e non possono sostituire la consulenza di un medico. Ricordate che l'autodiagnosi e l'autoterapia possono essere pericolose. E' possibile rintracciare dei centri dove con breve attesa e pagando un ticket si può essere visitati. Anche il vostro medico di famiglia potrà esservi di aiuto.



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